Mai più paura del buio



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Dott. F. Domini

Psicologo dello sport

Il nostro lavoro di preparatori atletici, allenatori, medici sportivi, psicologi dello sport ci porta a volte a confrontarci con un nemico invisibile, sfuggente, occulto, inconscio. Un nemico che spesso non si ha neanche il coraggio di nominare, come se il suo riconoscimento ne evocasse la comparsa. Questo nemico è l’infortunioL’atleta, lo sportivo, l’agonista lo teme,lo immagina, lo vede dipinto sul volto dell’avversario. Lo combatte, molto spesso, rimanendo una spanna sotto la migliore prestazione relativa, il miglior risultato che in quella sessione o gara, considerando le variabili indipendenti (ambiente, condizione climatiche, difficoltà, forza degli avversari) potrebbe raggiungere. Da un punto di vista psicodinamico potremmo ascriverlo ad un senso di colpa inconscio.  La punizione inflitta a chi ha la “colpa” di andare oltre il proprio limite, di cercare “il gesto perfetto”. Portando il concetto all’esasperazione l’infotunio diviene la punizione per chi osa sfidare Dio. In questo caso Dio coincide con la migliore prestazione relativa. 

Ma come può un olio massaggi abbattere questo castello di convinzioni e credenze anche se inconsce? Il processo per il quale ciò accade è si complesso ma non inesplicabile. E’ ormai acclarato che l’equilibrio tra le biofrequenze delle placche motoneuroniche ed il sistema muscolare riduce in maniera statisticamente significativa gli infortuni. E’ altresì scientificamente certo che questo equilibrio, questa armonia bio-elettrico-molecolare tonifica gli apparati muscolari e tendinei attribuendogli una migliore funzionalità ed elasticità, riducendo di fatto la possibilità di incorrere in infotuni più o meno gravi. Questo primo effetto che la sistematica applicazione dell’Olio Visussport permette di ottenere è detto “effetto diretto” o primario; la diretta conseguenza, cioè, del “lavoro” dei preziosi componenti naturali contenuti nel prodotto. 

Nonostante ciò non è questo il principale beneficio che si trae dall’utilizzo regolare dell' Olio VisussportEsiste infatti un effetto secondario o “indiretto”. Rifacendoci al paradigma precedentemente illustrato circa la pericolosità psicologica dell’infortunio, che reazione scatenerebbe la consapevolezza, toccata con mano, che siamo più “resistenti” ed attrezzati contro strappi, lussazioni e stiramenti? Come reagirà un atleta sentendo che può andare anche un po’ “oltre” la prestazione relativa? Che tipo di feed-back introietterà “al di là” delle sue stesse aspettative? La dinamica che tutti questi aspetti metteranno in moto si rifletterà a medio e lungo termine in un’accresciuta solidità psicofisica ed in livelli prestazionali e motivazionali mediamente superiori agli standard precedentemente registrati. Ci troveremo insomma al cospetto di un atleta pronto a misurarsi con la sfida che ha intrapreso, con la gara che sta per iniziare “depurato” da quelle scorie psicologiche tossiche che la paura dell’infortunio reca con con sé. Se questo circuito virtuoso lo applichiamo a sport di squadra, è abbastanza comprensibile aspettarsi decisi salti qualitativi della prestazione dei singoli (in particolare di quegli atleti con peculiari caratteristiche di personalità) ma in misura anche maggiore, migliori performance del team intero. 

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Mai come in questo caso potrà essere vero il detto inglese “Shine or die trying”- brilla o muori nel tentare di farlo; è nostro dovere liberare gli atleti da gabbie mentali e permettergli il dispiegamento massimo di tutte le loro potenzialità…senza più paura del buio!


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